19 Aprile 2017

È Pasqua per Cristiani, Ebrei e Samaritani

Questa terra non è mai stata così santa. Nel 2017 la festa della Pasqua è stata celebrate da diverse religioni nello stesso periodo, ognuna con i propri riti.

Archeologia, Cultura e altre Religioni

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Questa terra non è mai stata così santa.
Nel 2017 la festa della Pasqua ha assunto, negli stessi giorni, diversi connotati. Lungo la settimana si sono sovrapposte infatti celebrazioni di diverse religioni, ciascuna con i propri riti.

Gli ebrei hanno festeggiato il Pesach, letteralmente “passaggio”, la memoria della fuga dall’Egitto del popolo d’Israele. Uno dei momenti culminanti a Gerusalemme è stata la Birkat Ha Kohanim, la benedizione dei sacerdoti. Migliaia e migliaia di credenti si sono radunati da tutto il mondo nel piazzale antistante il Muro Occidentale (Muro del Pianto) per una preghiera speciale, che consiste nel canto di tre versetti consecutivi della Torah.

È sempre chiamato Torah, anche se diverge in alcuni punti dal testo ebraico, il libro sacro che è stato ed è al centro di un’altra Pasqua: quella dei Samaritani.

BENYMIN TSEDAKA
Responsabile Istituto AB dei Samaritani
“Questo è il miglior giorno dell’anno per i samaritani perché oggi ricostruiamo l’esodo del popolo d’Israele dall’Egitto. Lo facciamo ogni anno, ripetendo le stesse parole e gli stessi gesti del popolo d’Israele. Siamo emozionati perché stiamo rispettando i comandamenti della Torah, versetto per versetto”.

Si definiscono il popolo più antico del mondo e uno dei meno numerosi. Sono passati dall’essere un milione e mezzo nel 4 secolo, ad 800 al giorno d’oggi. Eppure, pur essendo a rischio estinzione, ogni anno onorano la tradizione della Pasqua nel villaggio di Kiriat Luza, alle pendici del Monte Gerizim, considerato il vero luogo sacro, dove Abramo avrebbe dovuto offrire in sacrificio a Dio il figlio Isacco.

Ripercorrendo il libro dell’Esodo, la cerimonia è iniziata con la recita in ebraico antico di una preghiera guidata dal sacerdote più anziano della comunità ed è culminata con il sacrificio di circa 50 agnelli, messi poi a cuocere per ore in profonde buche e mangiati in famiglia a mezzanotte con pane azzimo ed erbe amare.

È iniziata così la settimana di festeggiamenti, terminata con un pellegrinaggio all’alba fino alla cima del monte.