01 Luglio 2015

Visita a Ramallah del Ministro degli Esteri Italiano

Il Ministro degli Esteri Italiano, Paolo Gentiloni, e' stato in visita a Ramallah. Un modo per sottolineare lo stretto legame dell' Italia con la Palestina.

Attualita, Eventi e Società

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Visita del ministro degli esteri italiano, Paolo Gentiloni, a Ramallah, iniziando dalla sede del ministero degli esteri palestinese. Ad accoglierlo nel nuovissimo fabbricato donato dalla Cina, è il ministro Riad al-Malki. Dopo il benvenuto, seduta di lavoro delle commissioni, quindi firma degli 11 protocolli d'intesa programmatici per i prossimi tre anni.

La cooperazione italiana è molto presente in Palestina, dove a partire dal 1985, si è impegnata con 400 milioni di euro e ora si va rafforzando nei vari campi. In particolare oggi i settori interessati sono quelli della salute, con il finanziamento dei ricoveri e delle cure, con la creazione di nuovi ospedali o di nuovi reparti e la diffusione di tecniche chirurgiche mini-invasive come la laparoscopia, la formazione e lo sviluppo di personale medico.

Altro impegno dell'Italia riguarda la crescita economica, con riguardo soprattutto al finanziamento delle piccole imprese, la tutela del patrimonio culturale, la ricostruzione di Gaza. L'Italia poi ha come suo specifico una forte azione a sostegno dello sviluppo sociale, culturale ed economico delle donne palestinesi.

Il clima, come sempre, è molto positivo. L'attenzione dell'Italia per la Palestina qui è ben avvertita ed apprezzata, specie per la sua continuità. Sarebbe interessante chiarirne i motivi, che non sono soltanto politici ed economici. Una parte l'hanno certamente i molti italiani che qui si prodigano nelle varie organizzazioni.

Non c'è stata conferenza stampa sulle specifiche della visita; nelle poche battute scambiate con il ministro ci si è soffermati sulla questione palestinese e la necessità di riprendere i negoziati di pace, perché non sia il terrorismo ad impossessarsene:

PAOLO GENTILONI
Ministro degli Esteri italiano
Non possiamo nonostante ci siano tantissimi conflitti e tantissimi rischi di terrorismo e guerre in atto, non possiamo immaginare la storica questione palestinese come ormai secondaria o superata, anche perché il rischio che il fondamentalismo terrorista poi alla fine cerchi di appropriarsi di questa storica battaglia del mondo arabo è molto serio. Quindi, forse con una cornice negoziale diversa da quella che abbiamo seguito negli ultimi 10-15 anni, e certamente con un impegno ancora più significativo dell'Europa e di alcuni Paesi Arabi, oltre ovviamente che degli Stati Uniti, dobbiamo spingere Palestina ed Israele a fare degli ulteriori passi per riavviare un negoziato che oggi di fatto è bloccato.

La soluzione della questione palestinese va di pari passo con le rassicurazioni per Israele; e c'è l'urgenza di concludere, si vorrebbe nei prossimi mesi, nella logica dei due stati che sembra ancora essere l'unica percorribile, almeno a livello internazionale:

PAOLO GENTILONI
Ministro degli Esteri italiano
Io credo che dobbiamo assicurare Israele, non solo sul fatto che la sicurezza dello stato di Israele è una priorità per tutti, ma anche sul fatto che non c'è una strategia di accerchiamento e di isolamento diplomatico di Israele. Al tempo stesso però è necessario essere chiari sul fatto che gli insediamenti nella cisgiordania e a Gerusalemme non aiutano il percorso di pace e la soluzione dei due stati, che negli ultimi anni la comunità internazionale ha alla fine condivisiso, deve continuare ad essere l'orizzonte in cui muoversi. Con queste coordinate io credo che nei prossimi due-tre mesi, forse non nei prossimi giorni perché l'andamento del dossier iraniano influisce in parte sulla possibile ripresa del negoziato, ma nei prossimi 2-3 mesi ci può essere, con una cornice internazionale più ricca, ci può essere un rilancio del negoziato.

Ha partecipato alla visita il ministro dell'istruzione Stefania Giannini, che ha firmato un protocollo d'intesa nel campo della ricerca scientifica.
Dopo l'incontro al ministero degli esteri, la delegazione italiana ha fatto sosta per un saluto al primo ministro, Rami Hamdallah, quindi si è recata per la conclusione al palazzo presidenziale, dove è stata accolta dal presidente Abu Mazen, che l'ha trattenuta per la cena di Ramadan.