24 Marzo 2016

Giovedì Santo, la lavanda dei piedi al Cenacolo

Dopo una processione silenziosa dalla chiesa di San Salvatore, i fedeli e la comunità francescana hanno fatto memoria dell’ultima cena e della lavanda dei piedi di Gesù con gli apostoli nel Cenacolo.

Liturgie nei Luoghi Santi

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Una processione silenziosa, dalla chiesa di San Salvatore, verso il quartiere armeno, passando attraverso la porta di Sion fino al Cenacolo, luogo che ricorda l’ultima cena di Gesù con gli apostoli. La comunità dei frati francescani, sotto la guida del Custode di Terra Santa Padre Pierbattista Pizzaballa e insieme a molti fedeli e pellegrini, ha ripercorso i passi narrati del Vangelo del Giovedì Santo.


"Laudate omnes Gentes, laudatem Dominum", cantano insieme i numerosi presenti, prima di ascoltare il Vangelo, letto in italiano, inglese e arabo, e rivivere da protagonisti quel giorno decisivo.

“Gesù si alzò da tavola, depose le vesti e, preso un asciugatoio, se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell'acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli”. I “discepoli” di oggi sono 12 ragazzini della Parrocchia di San Salvatore di Gerusalemme, la maggior parte dei quali appartenenti al gruppo della prima comunione.


P. PIERBATTISTA PIZZABALLA, ofm
Custode di Terra Santa

“A quel tempo di Gesù lavare i piedi era il gesto che facevano gli schiavi, non le persone libere al punto che Pietro si è scandalizzato: “Tu non farai mai questo”, a indicarci qual è lo scopo della venuta di Gesù è quello di servire ogni uomo e attraverso quei gesti renderlo libero".


“Quello che io faccio, tu ora tu non lo capisci, ma lo capirai dopo”, diceva Gesù a Pietro.


P. PIERBATTISTA PIZZABALLA, ofm
Custode di Terra Santa

"Lavare i piedi oggi significa ricordarsi dei poveri, degli ultimi. Ricordarsi che tutti siamo nati liberi e nessuno è schiavo”.


E così nella stanza dell’ultima cena si sono levate preghiere diverse, seguite dall’invocazione "Gratias agimus tibi Domine", ti rendiamo grazie Signore, fino all’ormai tradizionale recita del Padre Nostro ad alta voce, ognuno nella propria lingua.
Il momento si è concluso con un breve pellegrinaggio nelle Chiese armene di San Giacomo Maggiore, e degli Arcangeli, fino a quella siro-ortodossa di San Marco, in attesa di fare memoria della cattura di Gesù nell’orto del Getsemani.